La prima donna italiana a vincere l’UTMB è stata, nel 2018, al termine di una prestazione straordinaria, Francesca Canepa; prima di trionfare in quello che è universalmente riconosciuto come l’Ultra Trail per eccellenza, la forte atleta si era aggiudicata anche BUT Formazza; potevamo non intervistarla?

  • Il trionfo all’UTMB, le due vittorie al Tor Des Geants, successi in trail e ultra trail in tutto il mondo; sei una delle punte del movimento trail internazionale, eppure hai iniziato a correre tardi… forse è questo il segreto del tuo successo?

Beh, penso che concorra, chi corre da tanto può andare incontro più facilmente all’usura; io sono comunque sono sempre stata una atleta (prima di dedicarsi alla corsa Francesca è stata campionessa di snowboard, ndr) e questo ha sicuramente influito positivamente quando mi sono avvicinata alla corsa. Inoltre io ho un approccio conservativo, non mi ammazzo di km in allenamento, cerco prima di tutto di ascoltare il mio corpo. 

  • Ti sei definita “Lupo Bianco”: questa tua voglia di non uniformarti, di seguire il tuo istinto, di non dare nulla per scontato, quanto e come ha influito sulla tua carriera?

Sicuramente ha avuto dei costi, mi ha richiesto più energia, più attenzione, più forza per ottenere i miei risultati; se non fai parte di un branco, hai conti da pagare. Però io sono così, quello che penso non sia adatto a me non lo faccio. Non faccio parte di nessun gruppo, non condivido le dinamiche che si creano, preferisco agire seguendo il mio pensiero, il mio istinto: in questo modo le fatiche e i sacrifici non mi pesano a livello emotivo e finalizzo le energie dove serve.

Se non ti uniformi ti espandi, cresci, che è quello che mi interessa: faccio sport anche per migliorare come persona. Insomma, voglio avere il controllo!

Per esempio, ho deciso all’ultimo anche di partecipare alla BUT lo scorso anno. Ma quando mi metto in testa una cosa la faccio! Altrimenti che gusto c’è? 

  • Nel corso della tua carriera sportiva hai avuto momenti in cui hai detto: basta? E dove hai trovato la forza per reagire?

Basta al fare sport non lo direi mai: io sono nata atleta e voglio fare l’atleta, l’allenamento quotidiano è il mio pane da quando facevo scuola di danza da piccola. Dico basta alle situazioni, quando non hanno più nulla da darmi, come accaduto allo snowboard: nonostante lo meritassi ampiamente, e i risultati sono lì a dimostrarlo, non sono stata selezionata per le Olimpiadi, e io ho deciso di cambiare, prima con lo sci di fondo e subito dopo con la corsa.

Anche nella corsa, chi lo sa, se arriverò a un punto in cui mi sentirò stufa, smetterò; di sicuro non smetterò di fare sport.

Invece la forza per andare avanti la trovi nella motivazione: se io ho scelto di fare una attività e questa la sento dentro di me, vibra con me, io comunque vado avanti! 

  • Che consiglio daresti a chi voglia entrare nel mondo degli Ultra trail?

Non ascoltare i luoghi comuni, dai lunghi alle scarpe, il non seguire le masse nella preparazione; tanta gente dice: ho paura. PROVA e vedi cosa succede, con una mentalità aperta, segui il tuo ritmo, in modo che la tua esperienza ti dia qualcosa di buono; devi ASCOLTARE te stesso!

Io ho iniziato così: ho fatto prima una 26 km, poi subito dopo una maratona: mi sono buttata e ho visto che potevo fare bene. Chiaramente i risultati possono essere diversi, ma è l’approccio che conta. 

  • Lo scorso anno sei stata grande protagonista sui sentieri di BUT Formazza, cosa ti ha lasciato nel cuore la Val Formazza?

È sicuramente molto bella! Il percorso mi è piaciuto molto anche se, per essere sincera io non ho molto idea di quello che c’è sopra al di sopra del mio ginocchio, sono sempre concentrata sul percorso! Comunque è ben organizzata e ben segnata, poi io mi trovo a mio agio nelle comunità Walser, e anche il clima che si respirava in zona partenza/arrivo mi è piaciuto.

Tornando al percorso, l’ho trovato un ottimo allenamento, è corribile ma alterna tratti diversi in cui devi anche camminare. Io la consiglio! 

  • Durante l’inverno ti sei divertita con lo snowboard, il tuo primo grande amore, con risultati ottimi peraltro, ma quali saranno i tuoi obiettivi 2019?

I movimenti dello snowboard sono parte di me, qualcosa che il mio corpo ha imparato e che mi da ancora una grande soddisfazione, più della corsa, che non sempre è così divertente…

Lo snowboard prevede un gesto tecnico che mi fa concentrare e mi diverte, e tutto si risolve in pochi minuti.

Obiettivi: sto andando a braccio a causa di un problema al tendine che dovrebbe essere finalmente in via di risoluzione; nell’immediato dovrei correre alla Jiangle 100 Trail Challenge 2019, in Cina, se riuscirò a ottenere il visto, poi a fine giugno ci sarà la Western States 100-Mile Endurance Run, dove so già che soffrirò le pene dell’inferno, letteralmente: farà caldissimo ed è troppo corribile per le mie caratteristiche, ma non potevo non accettare l’invito!

Vorrei anche tornare all’UTMB: lo scorso anno è stata un’esperienza magnifica, ho corso in uno stato di grazia, ma… c’è un ma: voglio vedere se riesco a migliorare il tempo perché nel 2018 tra Vallorcine e La Flégère ho fatto tantissima fatica e ho perso tempo.

Magari correrò di nuovo la BUT… ormai lo avrete capito, deciderò all’ultimo!