#empoweringwomen

Filippo Canetta, trailer di alto livello (ha vinto, per esempio, recentemente il Quadrifoglio Trail Val Taro 60 km) e imprenditore nel settore, si racconta a BUT.

Che cosa rappresenta per te la corsa?
Ho scoperto la corsa da adulto e ora rappresenta una parte importante della mia vita. Mi piace poter correre, mi permette di vedere in poco tempo posti nuovi.

Perché hai scelto il trail running come sport?
Per me la corsa e il trail running in particolare sono un mezzo di esplorazione sia del territorio sia interiore. Nei momenti di difficoltà, attraverso la fatica si capiscono tante cose.

Vuoi aderire simbolicamente al progetto “Empowering women for peace” in Nepal? Vogliamo che la Bettelmatt porti con sé un messaggio importante: tutte le bambine e le donne hanno il diritto di poter realizzare le proprie aspirazioni. Tutte le bambine e le donne devono avere il diritto di essere libere di scegliere il loro futuro.
Ne sarei estremamente onorato! La corsa e lo sport in generale insegnano a porsi degli obiettivi e a impegnarsi per raggiungerli.

Se un atleta (donna ovviamente) che corre su strada ti chiedesse un consiglio su che cosa è meglio fare se si vuole passare al trail, che cosa le diresti?
Di dimenticarsi a casa l’orologio! A parte la battuta, nel trail i tempi di percorrenza cambiano enormemente a seconda delle condizioni del percorso, meglio lasciarli perdere e godersi il paesaggio.

A metà luglio la BUT (Bettelmatt ultra trail che si corre nelle Alpi Lepontine, al confine tra Italia e Svizzera vuole portare con sé un messaggio #empoweringwomen, perché riteniamo necessario lavorare ancora molto sulla società per il raggiungimento di una reale equità di genere tu che cosa ne pensi?
La percentuale di donne nello sport è in incremento ma ad esempio in Italia è molto più bassa che negli altri paesi. E’ fondamentale portare avanti il messaggio che lo sport fa bene anche alle donne. A me piacerebbe organizzare un circuito di gare per sole donne con gli uomini ai ristori e all’assistenza.

In particolar modo la Bettelmatt vuole promuovere un progetto “empowering women for peace” che l’organizzazione helpcode sta realizzando in Nepal. Che cosa pensi del fatto che il mondo del trail guardi al mondo della solidarietà internazionale?
Il mondo del trail si è sempre dimostrato estremamente attento ad iniziative di sostegno. Mi viene in mente il progetto TRAIL AID-CORRO MA NON TREMO a sostegno delle comunità colpite dal terremoto nel centro Italia. Il Nepal rappresenta il sogno di quasi tutti i trailers e sono convinto che ci sarà un grosso supporto a questo interessante progetto.

E ora un po’ di curiosità: qual è la tua giornata tipo? e la tua alimentazione?
Eh, qui mi trovo un po’ in difficoltà….la mia giornata tipo è un po’ un casino. Diciamo che tra famiglia, figli e due lavori il tempo per allenarmi si riduce a farlo sempre secondo la modalità che chiamo “cazzomannaggia”.

30 giugno 2017

Filippo Canetta e il trail running!

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